Cos'è arturo martini?

Arturo Martini

Arturo Martini (Treviso, 11 agosto 1889 – Milano, 22 marzo 1947) è stato uno dei più importanti scultori italiani del XX secolo. La sua carriera artistica è caratterizzata da una costante evoluzione e sperimentazione, passando attraverso diverse fasi stilistiche.

Iniziò la sua formazione come ceramista e scultore a Venezia, influenzato inizialmente dal Liberty e dall'Art Nouveau. Successivamente, si avvicinò al Futurismo, ma se ne distanziò rapidamente, sviluppando un linguaggio personale e originale.

Un momento cruciale nella sua evoluzione artistica fu il suo interesse per l'arte etrusca e romana, che lo portò a semplificare le forme e a ricercare una monumentalità arcaica. Questa fase è caratterizzata da opere come "Il Bevitore" e "La Pisana".

Negli anni '30, Martini aderì al movimento di Novecento, contribuendo con opere che esaltano la figura umana in chiave classica e monumentale. Opere significative di questo periodo sono "Giuditta e Oloferne" e "La Lupa".

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Martini attraversò una crisi profonda, che si rifletté nella sua arte con un senso di angoscia e disillusione. In questo periodo realizzò opere più frammentate e espressive, come "La Dormiente".

Dopo la guerra, Martini tornò a dedicarsi alla scultura con rinnovato vigore, ma la sua salute declinò rapidamente. Morì a Milano nel 1947.

Arturo Martini è considerato un maestro della scultura italiana del XX secolo, capace di rinnovare la tradizione classica con un linguaggio moderno e originale. La sua opera ha influenzato generazioni di scultori e continua ad essere ammirata per la sua forza espressiva e la sua capacità di interrogare la condizione umana. Tra le sue opere più importanti si ricordano, oltre a quelle già citate, "Il Sogno", "Chimera" e "Donna che nuota sott'acqua". La sua riflessione teorica è ben espressa nel suo libro "La scultura lingua morta".